Cucina …per condividere: sono due parole che vanno indubbiamente a braccetto nella mia concezione di …fare cucina. Per questo voglio spendere due parole per entrambi questi aspetti che si completano.
Parto dalla mia idea di cucina fatta di elementi a volte in contrasto a volte in simbiosi fra loro. La mia cucina è fatta di precisione, accuratezza, attenzione ai particolari e ai dettagli, cura nel impiattamento. Ed è fatta di forme, di colori, di profumi, di armonia. Chi mi conosce sa che mi piace portare in tavola monoporzioni (per una questione di eleganza e di precisione), mi piacciono le forme morbide (uso molto i coppapasta tondi), cerco il contrasto come tanti libri suggeriscono (di consistenze, di sapori…) e gioco con i colori (lo faccio con la pasta fresca che arricchisco con i mirtilli, il cacao, gli spinaci, lo faccio con le creme che creo come base per i piatti…in contrasto con l’ingrediente principale). La mia semplicità insegue la ricercatezza….per stupire, catturare l’attenzione, uscire dagli schemi …e questa cosa mi piace.
La parola condivisione non ha bisogno di tante spiegazioni. Non solo mi piace cucinare per gli altri, ma farlo mi rende felice. Spesso mi sono trovata nella mia cucina con le mani piene di farina, le pentole sui fuochi, gli ingredienti sul bancone che aspettavano solo di essere valorizzati e provare un senso di felicità. Non solo perché stavo cucinando per gli amici ma perché il riunire le persone attorno ad un tavolo crea opportunità di condivisione, di ricchezza, di crescita. C’è poi una magia nel invitare gli amici a casa per un pranzo o una cena: le mura di casa emanano calore, famigliarità, serenità (ingredienti non certo trascurabili quando si vuole stare bene).
Alcune curiosità su di me

Mi chiamo Chiara e sono nata sotto il segno dei Pesci (come cantava Venditti). Il mio ascendente Vergine e il mio segno zodiacale rispecchiano molto sia gli studi svolti in giovane età (un diploma di ragioneria e una laurea in sociologia) che il mio approccio alla vita (ordinata, metodica, organizzata da un lato, sognatrice, fantasiosa, sensibile, creativa da un altro lato). Mi ritengo una persona fortunata, sia per le persone che ho incontrato fino ad ora sul mio cammino sia perché ho potuto realizzare diversi sogni che avevo nel cassetto.
Canta che ti passa
Uno di questi si è concretizzato nel 2009 quando con un gruppo di amici abbiamo dato vita alle Voci igNote…esperienza corale che tutt’oggi dirigo. Una frase a me molto cara recita…per quanto bravo sia un solista non sarà mai bravo come un orchestra… Ecco il perché di un coro: per gioire e apprezzare l’armonia delle voci che si fondono, si rincorrono e si unisono.
Ci piace stupire e catturare l’attenzione dello spettatore proponendo un repertorio di brani di grandi nomi della nazionale e internazionale degli anni 40 – 50 – 60.
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Cucina…per condividere

E’ stato merito ad un libro regalatomi da una delle mie più care amiche se ho iniziato questa avventura.
Leggevo e mi identificavo nel protagonista e cresceva in me la consapevolezza di quanto mi piace e mi rende felice cucinare. Una felicità che raddoppia se lo posso fare per amici, parente, conoscenti… Così i fornelli, le pentole, le ricette, la ricerca di nuovi piatti sono diventati compagni quotidiani. Come nella musica anche in un piatto cerco di far armonizzare al meglio i vari elementi prestando molta attenzione ai dettagli.
La mia filosofia di vita
Non poteva che essere un bicchiere mezzo pieno.
Guardo, cerco e trovo sempre la prospettiva positiva nelle persone, nelle situazioni, nei momenti difficili, di fronte agli ostacoli. Vedere il bicchiere mezzo pieno è fare l’occhiolino alla vita, è imparare dai propri errori per non commetterne altri simili, è l’occasione per uscire dagli schemi e imboccare sentieri che magari non avresti mai percorso. Mi piace pensare e sperare che la mia positività, solarità e il mio ottimismo possano essere in qualche modo contagiosi e di conforto e supporto a chi mi è accanto.

Amici che collaborano con me:

Non solo bon ton
Forchetta a sinistra, coltello a destra; a capotavola l’ospite di riguardo e buon appetito. Fin da piccola mi divertivo a seguire e copiare gli atteggiamenti dei miei genitori mentre preparavano e accoglievano gli ospiti a casa. Alcune regole erano sacre altre venivano adattate alla situazione, per questo la mia arte dell’ospitalità é un insieme di principi fedeli al galateo e altrettante eccezioni! Sono Giada: solare, precisa, accogliente e supponente; sono gli aggettivi che i miei amici usano per descrivermi…ed evidentemente mi conoscono bene.
giada.saltori@artigianelli.tn.it
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