Conversare

Vi è mai capitato di partecipare ad una cena con silenzi imbarazzanti? O ancora peggio di percepire la tensione nel momento in cui si toccano particolari argomenti?
Il galateo, per diverse ragioni, suggerisce di non parlare di politica, religione, sesso, soldi e pettegolezzi, in particolare se non si conoscono bene i commensali. Ma allora di cosa possiamo parlare?
Se le persone usano il buon senso, rispettano le opinioni altrui e non esprimono giudizi, è bello poter affrontare anche i temi delicati davanti ad un piatto, scambiando punti di vista ed esperienze.
Ma in alcuni contesti forse è meglio non rischiare, e allora di cosa si può parlare?
Degli avvenimenti locali, possibilmente allegri o almeno non di cronaca nera, spettacoli, mostre, film, libri, viaggi. C’è chi dice che sarebbe meglio evitare lo sport ma se i toni restano civili perché no?
Da italiana mi risulta naturale pensare di parlare di cibo anche mentre si mangia; ricette, gusti, tendenze ed esperimenti sono spunti di conversazione a basso rischio. Evitiamo però di perderci in dettagli troppo specifici della nuova filosofia alimentare che abbiamo scoperto.
L’Accademia Italiana del Galateo suggerisce delle linee generali:
Trovare argomenti che possano coinvolgere tutti i commensali;
Se ci sono persone timide o poco prolisse non interrogare ma lanciare spunti;
Argomenti leggeri non significano sciocchi ma piacevoli;
Non dilungarsi in dettagli esagerati quando si racconta qualcosa.

Ricordiamo inoltre che come ha detto Ernst Junger:
“Una buona conversazione è un compromesso tra parlare e ascoltare.”

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