Il Ringraziamento

Thanksgiving Day, Giorno del Ringraziamento; negli Stati Uniti è una festa davvero importante che risale circa al
1600 quando nel Massachusetts una colonia di pellegrini festeggiò il buon raccolto, ottenuto grazie al lavoro della terra e agli aiuti ricevuti dai nativi americani.

Negli USA si festeggia il quarto giovedì di novembre mentre in Canada il secondo lunedì di ottobre.
Anche in Italia esiste una ricorrenza simile, non sono coinvolti i rapporti con i nativi americani, ma la Comunità Cattolica rende grazia a Dio per i frutti della terra.

Proiettandoci oltreoceano (mi risulta facile visto che fra poche settimane partirò effettivamente per Boston) possiamo immergerci nella calda atmosfera del Thanksgiving Day.
Il pranzo va rigorosamente organizzato a casa e per l’occasione la famiglia di ritrova a mangiare il famoso tacchino ripieno che per tradizione va portato in tavola intero e viene tagliato dal o dalla capofamiglia.
Ogni Stato farcisce e prepara dei contorni diversi ma gli ingredienti fondamentali sono spesso salsa di mirtilli e torte di zucca.
Ma cosa si fa dopo aver mangiato?
Sicuramente si dimentica il bon ton.
Due persone sono invitate ad esprimere un desiderio e a spezzare l’osso dello sterno del tacchino, in inglese wishbone (wish desiderio, bone osso).
Dopo questo rito c’è chi si concede un sonnellino sul divano, chi guarda la parata o la partita di football in TV e chi fa quattro passi nel vicinato.
È una giornata dedicata alle persone care, amici e famigliari, ma soprattutto è un’occasione per godersi la casa e un giorno di pigrizia.

In questa giornata, una mia vecchia prozia era solita portare il caffè a fine pranzo borbottando:”Ringrazio che esiste la lavastoviglie e che ad una certa ora ve ne tornate a casa vostra” Poi si commuoveva mentre i bambini giocavano in salotto e gli adulti giocavano a carte mangiando castagne.

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