L’antipasto è spesso snobbato ma altrettanto idolatrato.
Nella mia famiglia un pranzo non si può definire tale se non si servono almeno un paio di antipasti; anche nei tranquilli pranzi domenicali fra pochi intimi, un tagliere di affettati e formaggi con dei sottaceti allieta l’attesa del primo.
Personalmente amo gli antipasti leggeri, quelli che non rovinano l’appetito e permettono poi di godersi le altre portate, ma per questo Natale ho seguito invece le preferenze dei miei ospiti preparando tre antipasti. Il primo con la funzione di ingannare l’attesa degli invitati in perenne ritardo.
Ho preparato così alcune coppette con salse diverse e fette di pane tostato e crostini che i primi arrivati potevano mangiucchiare, in piedi o seduti con l’aperitivo, per poi passare all’antipasto caldo servito a tavola all’arrivo degli ultimi invitati.
Ovviamente quest’anno sono stati tutti puntuali, anche perché a causa della situazione globale eravamo solo in 7, la famiglia stretta, e gli antipasti non sono serviti per aspettare ma sono comunque stati un ottimo stratagemma per attendere la preparazione del purè e lasciarci il tempo di salutarci e scaldare l’atmosfera prima del piatto principale.
Ecco, anche se quest’anno ho scelto di ridurre le portate, anche per lasciare spazio agli antipasti più corposi, in questi giorni sto pranzando e cenando a base di avanzi, semplicemente riscaldati o rielaborati.