Cosa portiamo?

Quando siamo noi gli invitati è segno di cortesia portare un piccolo dono come ringraziamento.
Se conosciamo bene i padroni di casa non ci sono problemi ma ecco alcuni piccoli spunti per facilitarci la scelta anche nelle situazioni meno familiari:
– fiori sì ma meglio se in vaso; i padroni di casa potranno appoggiarli senza doversi dare da fare per trovare un vaso e dell’acqua;
– anche un bouquet fa la sua figura, attenzione che sia di stagione e discreto oppure totalmente creativo e particolare
(le nostre case sono spesso piene, portiamo qualcosa di non troppo ingombrante);
– cioccolatini, biscotti, conserve, cesti di cibo: per un pranzo o cena possiamo portare cibarie ma purché siano confezionate o, se fatte da noi, conservabili e utilizzabili in seguito;
– attenti ai dolci, se portiamo una torta o del gelato da mangiare durante il pasto, premuriamoci di aver preso accordi con i padroni di casa che magari hanno speso ore a preparare dessert particolari e si trovano poi costretti ad aprire i nostri e mettere in secondo piano i loro;
– indaghiamo sui gusti, intolleranze e allergie: a caval donato non si guarda in bocca, ma sapere cosa piace o cosa può mangiare chi ci invita è un’attenzione impagabile;
– vino, spumante o liquori non hanno particolari implicazioni poiché se non aperti subito possono essere conservati. Anche in casa di astemi vanno bene, anzi, (io non bevo alcolici, e mi dimentico sempre di comprarne, a parte il vino per i commensali, ma avere una bottiglia di scorta per gli ospiti fa sempre comodo);
– oggetti vari, utili, originali, fatti a mano, piccoli…in questo caso dipende molto dai gusti, ma ricordiamoci che gli armadi sono pieni di regali inutili o obbrobriosi.

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