Prime cene fuori casa, che bello tornare a mangiare con altre persone e riscoprire le buone maniere.
Anche in questi mesi di pasti in due ho continuato ad alimentare la mia passione per la tavola apparecchiata “bene”, ma qualche sgarro me lo sono concessa.
Con la minestra e il brodo ad esempio, ma ora è tempo di tornare all’arte dello stare a tavola, anche con i buonissimi passati che possiamo fare con le verdure fresche dell’orto.
Partiamo dalle basi: una tazza di consommé scalda nel profondo (vivo in montagna, anche in estate la sera a volte fa fresco).
Ci sono delle bellissime tazze con i manici ai lati per consumare il brodo ma personalmente non mi sono ancora convinta a comprarle e quindi uso le tazze della colazione.
Il consommé andrebbe solo mescolato con l’apposito cucchiaio, un po’ più piccolo di quello da minestra, poi bevuto direttamente dalla tazza.
Per la minestra invece rispetto il galateo anche a casa da sola.
Riempio, non del tutto, il cucchiaio con un movimento dal centro del piatto verso il centro della tavola, non soffio sul cucchiaio e mangio tutto quello che ho raccolto.
Quando poi rimane poca minestra nel piatto, lo inclino verso la tavola e raccolgo le ultime gocce.
“Perché storto?” Mi ha chiesto una nipotina ad una cena.
Perché altrimenti mi sbrodolo!
Il galateo a volte sarà strano ma in alcune circostanze aiuta e quindi si fa così perché:
Sollevare la fondina verso di noi potrebbe farci sporcare l’abito.
Soffiare sul cucchiaio può far schizzare il liquido.
Riempire troppo il cucchiaio può farci fare il rumore da risucchio.
Finita la minestra, il cucchiaio si lascia nel piatto e non si rimette a destra, si sporcherebbe la tovaglia.