Premesso che amo cucinare e avere amici e parenti per casa, ma ancora di più amo curare la tavola e la casa stessa in attesa degli ospiti. Mi piacerebbe seguire le regole del bon ton, ma la mia anima ribelle è ancora forte e quindi le eccezioni sono spesso più frequenti delle regole.
Insomma vorrei davvero seguire le basi delle lezioni di economia domestica di cui mia mamma mi parlava ma qualcosa di mio lo infilo sempre.
Seguo le stagioni, il mio umore, ma soprattutto l’ospite che ho.
Quando sono io ad essere invitata apprezzo le attenzioni e le cose fatte sulle mie misure, quindi, a mia volta, modifico lo ostile della tavola e delle ricette in base all’occasione e agli ospiti.
Non sono quindi un’esperta o una professionista del bon ton, cerco di conoscere le regole e poi modellarle a mio gusto.
Tra le corse, il lavoro e lo stress quotidiano, preparare l’atmosfera per i miei ospiti, anche solo per i miei genitori, è puro piacere. E poi ho la fortuna di avere un marito che vorrebbe mostrarsi superiore a tutto ciò che è decoro, ma sorrido mentre lo sento decantare il suo motto “Se non si mangia o beve non serve” mentre sistema le pieghe della tovaglia e arrotola la carne salada dell’antipasto.
Nella nostra casa è un po’ tutto così, il rispetto delle regole si fonde con i nostri gusti generando battaglie su argomenti fondamentali: “Il primo va servito nei piatti fondi!” “Ma il risotto si stende meglio in quelli piani”, “Perché abbiamo 5 tipi di cucchiai?” “Caffè, tè, dolce,
zuppa…”, “A cosa servono quelle salviette sulla mensola in bagno?” “Sono gli asciugamani per gli ospiti”, “Buon appetito!” “Non si dice!” “Be’ a me piace”, “Hai messo i biscotti secchi nello strudel?” “Da quando la ricetta dello strudel comprende dei biscotti?” “Mia nonna li mette” “Io non sono tua nonna, se lo vuoi con i biscotti fattelo”. Normalmente poi finisco con
fare 6 strudel uno con i biscotti, come lo fa la nonna, uno senza uvetta per me, uno con poca cannella per la mamma, uno con le noci al posto dei pinoli per la zia…ma ogni fetta è servita sul piattino e con la forchetta da dolce.

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