Il condimento e l’insalata: una storia d’amore e d’odio

Sempre più persone seguono regimi alimentari particolari, per esigenza, convinzioni o mode, e chi siamo noi per manometterli e imporre i condimenti?
Ovviamente il condimento a cui mi riferisco è quello opzionale per l’insalata non quello di sughi e portate preparate in cucina.
L’insalata e le verdure fresche in generale sono il contorno che dovrebbe alleggerire il pasto, quindi perché affogarle nell’olio o nella salsa greca? Perché far scendere la bufera di sale sulla lattuga o inondare il radicchio di aceto? Il cumino del cavolo cappuccio poi dovrebbe esaltarne non alternarne il sapore.
Sarà perché io uso solamente spezie nelle verdure fresche, sarà perché spesso ho rinunciato alla croccante iceberg a causa della quantità di aceto che vi era stata messa, il tema condimento per insalate doveva avere il suo spazio perché l’attenzione all’ospite è la base del bon ton.
Potremmo pensare di preparare una coppa di verdura da mettere in mezzo alla tavola affiancarla al set da condimento (io ho una scatoletta in legno con le ampolle che sono sempre lieta di usare come elemento decorativo oltre che utile), ogni ospite potrà giocare con olio, sale e pepe e creare il proprio mix nel piatto.
Predisporre dei piattini per l’insalata e magari mettere ogni verdura in una ciotola diversa può aiutare sia nella gestione di intolleranze, sia come abbellimento della tavola stessa.
Usare delle ciotoline con dei condimenti alternativi può essere una bella idea per far provare nuovi gusti agli ospiti senza rischiare troppi avanzi.

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